Sesso con due lesbiche
Simona e Francesca sono due lesbiche che convivono. Me le ha presentate la mia collega di università Sofia la quale mi ha detto che bisognava conoscerle prima di esprimere qualche giudizio maligno e non veritiero venendo spesso emarginate ed additate a troie in calore solo perché erano state viste baciarsi in un luogo pubblico.
La presentazione è stata semplice. Le due ragazze che a vederle sembravano non giovanissime ma delle donnine hanno accettato di stare un po’ con noi due e così abbiamo iniziato a parlare senza entrare nella sfera della loro sessualità. Vederle e sentile parlare era un piacere. Erano spigliate e spiritose. Ho proposto di andare a cenare insieme già dalla prima sera ed a quell’invito ne sono seguiti tanti altri scambiandoci inviti reciprocamente.
Che il piacere di stare insieme fosse tanto era evidente per il solo fatto che ci scambiavamo gli inviti.
Sono venuta così a sapere che entrambe sono musiciste, che a loro due piace l’arte moderna ma non disdegnano l’arte rinascimentale, piace essere eleganti e mostrare i loro corpi che sono realmente attraenti.
Frequentandoci nei ristoranti e trattorie abbiamo scoperto il piacere di mangiare e ognuna cercava di imparare a cucinare come gli chef realizzando a casa piatti difficili e sorprendenti, accompagnandoli con i vini migliori che compravamo nei supermercati facendo attenzione anche ai prezzi.
Simona suonava molto bene la chitarra classica e, siccome anch’io avevo imparato a suonarla ma non certo al suo livello di bravura, una sera spinta dall’euforia del vino, abbiamo deciso di provare a suonare in un duetto. Prima di iniziare ci siamo divise le parti e entrambe le abbiamo studiate. Erano parti facili e non molto dopo abbiamo provato ad eseguirle insieme. Siamo andate perfettamente a tempo con grande sincronismo; ciò per me era un fatto sorprendente.
Ovviamente eravamo felici e nella nostra gioia per il risultato non abbiamo pensato di coinvolgere Francesca che assisteva in silenzio con aria critica, anzi, sembrava un po’ irritata.
Sul momento ho avuto questa impressione che mi è stata confermata da Sofia in seguito aggiungendo che Francesca in situazioni collaborazione nel fare musica si irritava perché lei suonava il flauto e non riusciva ad intendersi con Simona. A me era apparsa come una discordanza solo professionale perché Sofia mi aveva detto che in fatto di sesso erano molto unite e concordi, anzi ogni volta che si tentavano di suonare insieme, finivano per litigare per poi riappacificarsi nel fare sesso con loro grande piacere.
Allora mi è venuto in mente di chiedere a Sofia se sbagliare qualche battuta per compiacere Francesca sarebbe stato un bel gesto e lei mi rispose, ma senza acredine, anzi con un vago sorriso malizioso sul suo bel viso, che ero sempre la solita stronza.
Da quel giorno i rapporti tra me e Francesca cominciarono a farsi più difficili. Lei sembrava gelosa del fatto che fossi in grande intesa con Simona. È così successo che è nato un piccolo diverbio tra me e lei e non è stato l’unico episodio. In seguito ci facevamo ripicche un po’ su tutto finché il disaccordo con Francesca era totale. La situazione di nervosismo si era riversata anche su Simona che era diventata via via sempre più insofferente al carattere nervoso della sua amante tanto che al culmine di un bisticcio, un giorno, era arrivata a chiederle di andare via da casa.
Saputa confidenzialmente la cosa, Sofia decise allora di intervenire in accordo con Simona perché a quest’ultima Francesca piaceva e le dispiaceva troncare il rapporto. Inoltre la mia amicizia con Simona piaceva a Sofia ma Francesca ha detto a tutte che era gelosa di me e che l’amicizia tra me e Simona a lei non piaceva. A Simona ed a me la cosa è sembrata assurda non essendoci fino a quel momento nessun rapporto con nessuna. Di conseguenza sia a me che a Simona e Sofia non venivano spiegazioni del perché le due avrebbero dovuto lasciarsi. Ho cercato di convincere Francesca ma sul momento non ero convinta di esserci riuscita.
Durante una delle nostre discussioni tra donne ho avuto l’opportunità di vantarmi di non essere più andata dal parrucchiere da tantissimo tempo preferendo tagliarmi i capelli da sola. Le tre amiche la mia abitudine hanno detto che si vedeva benissimo che era un taglio home made, ma poi, siccome Francesca diceva di saper tagliare i capelli, Simona e Sofia mi hanno convinto di farmeli tagliare da Francesca in uno dei gironi seguenti.
Ritenevo la situazione tra Simona e Francesca abbastanza degradata e per cercare di riportare pace tra le due amanti mi sono decisa a fare piccolo sacrificio di farmi aggiustare il taglio dei capelli per favorire la distensione.
Due giorni dopo sono andata a casa di Francesca ma Simona non c’era.
Francesca era vestita con un camice bianco e sul momento ciò mi è parso strano ma non le ho chiesto spiegazioni. Lei mi ha fatto sedere su una sedia con un telo addosso ed ha cominciato a tagliarmi i capelli mentre parlavamo del più e del meno con me che cercavo di non affrontare i contrasti con la sua compagna.
Francesca girava intorno a me e dimostrava una certa perizia nel tagliare i capelli, cosa che mi ha fatto pensare ad un suo passato da parrucchiera di classe oppure ad una scuola apposita.
Il suo camice era aperto ed era largo permettendomi di vedere sotto il tessuto. Avevo notato che non portava reggiseno, che i suoi capezzoli erano grossi e scuri e soprattutto molto sporgenti. Le sue tette erano grandi ma non esageratamente e la loro forma aggraziata.
Ho pensato fossero duri e lei eccitata ma non capivo da che cosa, o meglio, pensavo che avesse fatto l’amore con Simona poco prima ma Simona non c’era e non osavo chiedere.
Però nel muoversi, forse era inevitabilmente, mi ha sfiorato la spalla con la punta di un capezzolo che mi è sembrato turgido. Su di me ha avuto come l’effetto di una lama fredda che passa sulla pelle calda.
Quel passaggio non era casuale perché immediatamente tra di noi è caduto il silenzio e lei non ha detto più niente. Si sentiva soltanto il rumore delle forbici e, ogni tanto, il seno di Francesca che mi sfiorava le spalle ad intervalli sempre più ravvicinati come mi volesse trasmettere un messaggio.
In quel momento ho pensato a lei come ad una donna che volesse fare sesso con me ed ho così scoperto che farlo con lei non mi sarebbe dispiaciuto. Pur avendo fatto sesso lesbico con altre mie amiche ora mi trovavo in difficoltà come fossi stata messa in soggezione da Francesca. In effetti ero seduta mentre lei in piedi mi girava intorno.
Nell’abbassare lo sguardo avevo visto che non portava calze e l’abbottonatura lasciava intendere che non avesse neanche slip ma per come sono fatti i nostri slip attuali poteva essere anche un perizoma a stringhe che è letteralmente invisibile anche da sopra gli indumenti più aderenti.
Al termine del lavoro Francesca mi ha mostrato la nuca allo specchio; poi mi sollevatami dalla sedia me la sono trovata parata davanti.
Sono rimasta ancora in silenzio e ho sentito le mie gambe deboli. Ho cercato di parlare sforzandomi a dire qualcosa ma incredibilmente la bocca era legata.
Ho sollevato la testa ed ho trovato i suoi occhi a fissarmi. È sto istintivo abbracciarla per baciarla sulle guance e restammo attaccate.
È stato un attimo. Ho realizzato che lei era lesbica e che certamente non mi avrebbe rifiutato. Ho pensato che potevo essere un’amante passeggera o forse un’amica particolare.
Il nostro bacio è durato chissà quanto.
Lei è una ragazza alta e longilinea ed io per baciarla mi sono tenuta sulla punta dei piedi. Mentre le nostre bocche erano unite ci siamo toccate ovunque esplorando i nostri corpi.
Le lingue battagliavano dentro e fuori le labbra.
Le sue labbra avevano un sapore speciale.
Io ero eccitata e respiravo già affannosamente. Lei sentendomi pronta mi ha preso per mano incrociando le dita e ci siamo dirette in camera da letto.
Sotto il camice Francesca non aveva niente così come sospettavo.

Mi ha spogliato delicatamente baciandomi in continuazione ovunque ed altrettanto ho fatto io.
Mi sentivo lusingata da come mi spogliava dei vestiti.
Infine sono rimasta nuda.
Ci siamo stese sul letto e mi sono sistemata tra le sue gambe ed ho preso a leccarle la figa ma lei mi ha chiesto di cambiare posizione mettendoci in modo che si potesse fare un sessantanove succulento e lussurioso.
Lei, restando stesa, mi succhiava il clitoride e mi toccava la rosellina anale infilando un dito delicatamente dopo averlo per bene insalivato, io non ero mai stata toccata lì da una lesbica e mi vergognavo un po’ per l’intrusione sfacciata, ma la lasciavo fare perché mi piaceva.
Io le succhiavo il clitoride e le leccavo la fica usando le dita umide dei suoi umori per penetrare nel buco del culo che appariva carnoso e increspato.
In quel 69 ero molto concentrata ed anche Francesca lo era. In casa ormai ero sicura che non ci fosse nessuno e mi sono lasciata andare e dei gridolini di piacere oltre ai mugugni che già dai primi baci emettevo.
Un leggero rumore proveniente dalla porta della camera da letto mi ha distratto ma mai avrei pensato di trovare appoggiata sullo stipite della porta proprio Simona che ci guardava dal vano della porta.
Sul momento ho pensato che ci avrebbe fatto una scenata oppure che si sarebbe unita a noi due per fare l’amore in tre. A me non importava molto perché già Francesca mi faceva godere abbastanza ed avrei voluto volentieri farlo in tre per la prima volta, ma con mia disdetta lei, silenziosamente, sorridendo, ha riaccostato la porta ed è scomparsa.
Noi due incuranti della sua assenza abbiamo proseguito.
È stata una leccata reciproca appassionata, perché io desideravo la sua figa e lei la mia.
Così, da dove non so, sono spuntati fuori dei giochini veramente speciali. Ad esempio mi ha spiegato che un vibratore lo chiamava Aurora perché lo usava con Sofia al momento del risveglio. Trovavo quell’attrezzo abbastanza carino e molto più divertente da metterlo tra le sue gambe. Infatti nell’usarlo ho visto che Aurora è perfetta per giochi G-spot o clitoridi avendo un semplice singolo controllo a pulsante che lo rende ideale per i principianti. Direi però che a Francesca provoca orgasmi che le fanno agitare per aria le gambe tanto da farla sembrare una professionista di film porno per lesbiche.
Francesca era tettona e culona e non si è sottratta neanche quando, giratala, ho messo nel suo buchetto del culo un bel dildo. Si trattava di un dildo per sessioni da solista realizzato con materiali di alta qualità e sicuri per il corpo. Avevo pensato che l’inserimento avrebbe richiesto pazienza e tempo, invece lo sfintere al contatto di quel dildo si è allargato automaticamente a dismisura non appena avvertì la presenza della cappella del cazzo finto permettendomi un’entrata rapida e sicuramente anche indolore.
Vi assicuro che gli orgasmi che abbiamo raggiunto sono stati fortissimi.
Dopo la sarabanda, mentre eravamo sdraiate sul letto a farci le coccole post amatorie, Francesca mi ha spiegato che era stata inculata due volte da un cazzo vero, ma con quelli finti si faceva scopare spesso anche in culo da Simona.
Francesca si è poi abbandonata a dei ricordi e mi ha raccontato di quando aveva un compagno prima che si mettesse con Simona. Lui dopo aver scopato, una sera da buon psicologo le ha elencato scherzosamente i difetti dicendole che era una che non si lasciava andare totalmente perché per raggiungere l’orgasmo aveva necessità di toccarsi durante la penetrazione.
Lui lo diceva perché nello scopare altre femmine non era così: lui durava meno e loro raggiungevano l’orgasmo, seppure non sempre, con la sola penetrazione.
La donna riesce principalmente ad ottenere l’orgasmo in due modi avendo una cosa meravigliosa che si chiama clitoride. É uno strumento inventato da Dio per far godere la donna.
Francesca parte dall’idea: perché non usarlo quando si ha a disposizione una cosa così bella?
Inoltre lei mi ha detto che è sicura che ogni donna ha un cosino piccolo chiamato rimasuglio prostatico, che non altro che il punto G.
Io ho espresso i miei dubbi non avendo mai goduto e né avuto sensazioni da chi mi ha esplorato la figa alla ricerca proprio del punto G.
La mia amante del giorno è convinta che tutte le donne ce l’hanno, ma in che misura e in che posizione non è dato certo.
Francesca mi ha convinto con i suoi discorsi che la donna sia emotiva mentre l’uomo gode nel vedere. Infatti all’uomo per godere gli basta un sedere in vista mentre ad una donna basta leggere un bel racconto o romanzo per fantasticare e godere.
Ciò era vero. Era successo anche a me che ottenevo orgasmi solitari e non, toccandomi il clitoride, ma anche toccandomi le tette ed i capezzoli o altre parti sensibili.
Francesca ha aggiunto che fin da quando aveva 15 anni ha avuto rapporti lesbici e alcune di loro non hanno mai avuto orgasmo con lei, altre hanno avuto orgasmi solo con le leccate del clito, altre con manipolazione del clitoride ed anche con penetrazione, mentre Sofia ha orgasmi vaginali senza manipolazione.
“Devo dire che la situazione che preferisco è quest’ultima, ma non mi sono mai creato problemi particolari se non per quelle che non riuscivano mai a venire”
Nel parlare ci siamo messe in modo che fossi seduta sul letto con le spalle appoggiate a lei. Sentivo bene le sue tette ed i capezzoli appuntiti. Le gambe di entrambe erano larghe ed una sua gamba era sopra la mia.
Francesca approfittava della posizione per accarezzarmi la vulva, le tette, la pancia e baciarmi sul collo. Io la ascoltavo affascinata e la lasciavo fare.
Se Sofia ci avesse visto sicuramente avrebbe detto che la scena vista sarebbe stata si sue lesbiche innamorate ma di lei sembrava quasi esserci dimenticate. Non c’era letteralmente nessun altro posto dove i nostri sguardi andassero se non oltre l’una sull’altra. Stavamo inconsciamente interpretando una scena girl-on-girl con abbondante clit-play.
Se le altre volte, con altre amiche, provavo vergogna ora mi sentivo leggera e libera come poche volte in vita mia. Non mi sono sentita anormale o sbagliata oppure una depravata.
Ora godevo tra le sue mani e per merito suo mi accorgevo che è un problema di preliminari o di attenzioni da parte sua che mi stavano facendo godere.
Restando in quella posizione senza vergogna reciproca abbiamo visto aprirsi la porta della camera ed entrare Simona che ci invitava ad andare in cucina per un caffè e fumarci una sigaretta, apparentemente tanto contenta di vederci così affiatate che per un attimo ho pensato di avere avuto un’allucinazione ed anche chiedermi se la Simona del vano della porta era vera.
Mentre Simona scivola seducente tra noi due compagne di scena la tensione sessuale è salita alle stelle, Francesca fa un lavoro spettacolare aiutandomi spinta e su una spinta affinché mi distendessi per sottomettermi ai loro voleri.
Le lascio fare e successivamente è Francesca a distendersi aspettando con impazienza che Io e Simona le restituiamo il favore raggiungendo la realizzazione delle fantasie tanto desiderate.
Se qualcuno ci avesse visto avrebbe goduto di una scena da film porno a tre in cui la diffusione del piacere verso altri sarebbe stata notevole.
Più di una volta abbiamo fatto scene che avrebbero lasciato senza fiato un osservatore perché scene di ragazza su ragazza entrambe carine sono al confine con l’arte.
Con Francesca ho avuto altri incontri erotici.
In uno di questi Francesca mi ha detto che lei era lesbica per scelta ideologica, mentre a Simona piacevano soltanto le donne, e che fare l’amore ogni tanto con gli uomini era gradevole, ma ha rimarcato solo ogni tanto.
Quanto al fatto di aver scelto me, mi ha detto che io con lei non ero stata autoritaria.
La mia amica Sofia che mi ha presentato le due giovani donne non mi ha mai detto di sapere di sapere niente di noi tre insieme a fare sesso ma sono convinta che in qualcuna delle loro chiacchierate non si fossero raccontate tutto pur essendoci fra di loro molta sincerità.
Comunque quando ci riunivamo era sempre molto piacevole e ci divertivamo molto. Simona e Francesca litigavano sempre pur sapendo che era un modo solo apparente di essere in contrasto.
Il ricordo di quegli incontri nella solitudine di casa mi ha portato più volte e sgrillettarmi ed a godere ancora per ciò che le mie amiche mi hanno e si hanno fatto senza remore ma pensando solo al dare e ricevere piacere.