Il ragazzo in fondo alla via
Dopo cinque anni di convivenza con Roberto, il mio primo amore, gli dissi di farsi una camminata perché lui rifiutava di lavorare dicendomi che dovevo mantenere lui ed i suoi capricci.
“Pensi che io sia il pozzo di soldi?” gli chiesi.
“Tu hai tonnellate di soldi, perché dovrei lavorare?”
“Io lavoro e lavoro sodo!” replicai.
“Tu non mi farai lavorare perché se lo farai io non mi farò più inculare.”
“Esci Roberto, vattene!” gridai.
“Ok, Matteo, ok, me ne vado, ma al massimo tra due giorni mi implorerai di ritornare!”
“Vattene! Subito!”
Lui mi lanciò il suo mazzo di chiavi e se ne andò con una valigia.
“Io lavorerò quando vorrò io!” Gridò uscendo.
“Puttana!” Gridai.

Roberto ed io non ci eravamo mai amati veramente, lo inculavo regolarmente e lui sapeva quanto il mio cazzo voleva regolarmente il suo sedere stretto. Mi aveva chiavato raramente. Era una giovane puttana quando l’avevo incontrato ed avevo tentato di cambiare i suoi modi. Mi mancò quando se ne andò. Ora dovevo ritornare a setacciare la scena gay nella speranza di trovare un altro sedere stretto dove riparare la mia erezione intonsa da 20 centimetri.

Claudio, il giovane fusto di diciotto anni che viveva con sua madre nell’isolato, attirò la mia attenzione un giorno che arrivai a casa dopo il lavoro. Quando lo vidi il mio cazzo sobbalzò mentre ero seduto in macchina

La sera seguente decisi di comprare mobili nuovi per il mio soggiorno, il mobiliere portò il nuovo e ritirò il vecchio ma non sistemò i nuovi mobili ed io non sapevo come fare per metterli a posto senza faticare troppo o rigare il parquet.

Il bel giovane Claudio mi entrò nel cervello la sera seguente, un venerdì quando guardai il mio soggiorno in disordine. Mi chiesi se mi avrebbe aiutato a sistemare la mobilia nuova. Avevo da qualche parte il numero di sua mamma, chiamai e rispose sua madre .
“Buona sera signora Verti, sono Matteo. Claudio potrebbe aiutarmi a sistemare la mia mobilia nuova? Il sofà è troppo pesante per uno solo e non voglio graffiare il pavimento del soggiorno.”
“Sicuramente dottor Edoardi.” Rispose: “Ma sta facendo una doccia ed io sto andando dal parrucchiere ma gli lascerò un biglietto e verrà a darle una mano, arrivederci dottor Edoardi.” “Mi chiami Matteo e grazie molte!” Risposi.
Mi spogliai per fare una doccia ben meritata dopo lungo un giorno in clinica.
Dopo essermi asciugato andai in camera da letto e mi guardai nello specchio. Ero soddisfatto dell’immagine riflessa del mio corpo nudo e sodo. Anche se non sono un atleta, il mio corpo di trentasei anni è ancora in gran forma. I miei capelli scuri e corti splendono ed i miei occhi blu brillano.
Più di tutto amo il mio cazzo intonso ed enorme ed i miei testicoli pendenti e lisci della dimensione di una palla da golf. Mi eccitavo ammirando la mia immagine e pensando al giovane Claudio.
Lo conoscevo superficialmente da alcuni anni e lui era un giovane fusto carino con la più bella testa di capelli biondi, una faccia angelica ed un corpo caldo per cui morire.
“Probabilmente ha decine di ragazzine che aspettano in fila a gambe aperte.” Mi dissi.
Quando il campanello suonò, scivolai in un paio di stretti pantaloncini e sneakers. Quando aprii la porta vidi Claudio davanti a me con solo un paio di pantaloncini e sneakers.
“Buon giorno, dottor Edoardi, mia Mamma mi ha lasciato un appunto in cui diceva che lei ha bisogno di un aiuto per i mobili.?”
“Sì, Claudio, ma chiamami di Matteo” Risposi, “Posso approfittare dei tuoi muscoli?”
Lui sorrise mentre mi superava per entrare. Il mio cazzo cominciò a contrarsi alla vista del suo bel culo rotondo.
Oh come avrei voluto carezzare il suo giovane sedere. “Se solo…” pensai tra di me.
Gli mostrai dove avevo deciso di mettere il sofà. Dovevamo alzarlo di alcuni centimetri dal pavimento piegati sulle gambe.
L’uccello di Claudio e lo scroto senza peli scoccarono fuori dalla gamba sinistra degli shorts!
Cazzo, quasi lasciavo cadere la mia estremità del sofà.
“Grazie, Claudio” Dissi quando il sofà fu a posto.
“Vuoi una birra” Chiesi quando il mobili furono a posto.
“Grazie.” Rispose: “Quel lavoro mi ha messo sete.”
“Ok, prova il divano mentre vado a prenderle in frigor.”

Ci sedemmo sul divano fianco a fianco bevendo birra e chiacchierando. Il mio cazzo era rigido e voleva il suo giovane corpo virile. Volevo fotterlo alla follia ma non stava a me decidere. Claudio doveva essere pronto per l’amore di un uomo. Era lui che doveva decidere, non io.
Lui mi disse che gli mancava il papà che era morto l’anno prima. Io tentai di alzargli il morale parlando delle eccitanti ragazzine che aspettavano solo lui.
“Non mi interessano le ragazzine”, disse lui. “A me interessano i ragazzi.”
Il mio cazzo si agitò!
“Io ti piaccio?” Chiesi pieno di concupiscenza.
“Naturalmente, Matteo” Rispose sorridendo.
Abbassai lo sguardo al suo inguine ed mi entusiasmai alla vista della sua erezione che spuntava fuori dalla cintura dei pantaloncini!
Gli era diventato duro per me ed io sapevo cosa fare.

Mi alzai e mi girai di fronte a lui con i suoi occhi all’altezza del mio inguine. Lui guardò in su e ci sorridemmo prima che andassi ad una delle mie nuove sedie e ci parcheggiassi sopra il culo mentre gli facevo segno di togliersi i pantaloncini.
Ce l’aveva di circa 18 centimetri e duro come una pietra, ritto e con la cappella curvata verso la sua pancia dura. Piegai il dito. “Qui Claudio, per favore” Bisbigliai.
Lui si lasciò cadere sulle ginocchia tra le mie gambe, io lo presi per le spalle e lo tirai a me. Lo baciai appassionatamente prima che si alzasse in piedi sporgenno in avanti le anche. “Succhiamelo, Matteo!” Implorò.
Baciai il suo torso liscio abbassando la testa un centimetro dopo l’altro mordicchiando la sua pelle calda. Lui prese il suo bel cazzo e lo portò ad incontrare le mie labbra calde.
Usando la punta delle dita gli carezzai l’erezione. Lui sospirò ed ansimò, poi io presi la sua verga rigida nella mia mano e gliela menai finché non sprizzò fiotti di sborra sulla mia faccia.
“Baciami col mio sperma.” Borbottai.
Lui si sedette a culo nudo sul mio grembo ma prima leccò la mia faccia ed il mio mento per poi riempire la mia bocca con la sua lingua rivestita di sperma.
Il mio cazzo era di fuoco al pensiero del suo bel culo rotondo. Si alzò e si lasciò cadere sulle ginocchia tra le mie gambe. “Preditene cura!” implorai.
Usò ambedue le mani per avvolgere la mia erezione, curvò in giù il mio cazzo, le mie palle pesanti stavano toccando il limite della sensazione.
Claudio penetrò il mio prepuzio. Io lanciai la testa indietro ansando ed ansimando. Le sue labbra calde coprirono la mia verga gonfia. Succhiava come un professionista.
Mi chinai a frugare tra le sue palle e carezzare la sua verga flaccida mentre lui continuava a lavorare la mia verga colante.

Con la sinistra si carezzava l’uccello mentre con la destra pompava il mio. “Sei vicino?” chiesi. “Molto vicino,” borbottò. “Alzati, presto! Lasciami succhiare di nuovo!” implorai. “Fottimi la faccia,” implorai prendendo in bocca il suo giovane pene.
“Succhiami!” implorò Claudio. “Mmm, mmm il mmm!” borbottai ingoiando due carichi del giovane fusto.

“La mia camera da letto!” esclamai alzandomi in piedi.
“Ti porterò sulla luna e ritorno!” Gli dissi a bassa voce prima di ungere il suo sedere e poi il mio cazzo.
Ora era disteso sulla schiena, a gambe aperte, con tre cuscini sotto la base della spina dorsale. Gli feci un ditalino al culo finché lui ansimò e sospirò. “Pronto per il mio ragazzo?” chiesi. “SÌ!”
Prese subito il ritmo col mio cazzo caldo che scivolava dentro di lui, mentre io, seduto sui talloni, tiravo le sue natiche sul mio grembo.
“Portami sulla luna”, gridò ed io obbedii.
Vuotai un secchio di sperma nel giovane sedere di Claudio. Lui non si sottrasse mai, non era vergine e mentre mi raccontava del suo passato, il mio cazzo si contorceva e sballottava profondamente dentro il suo culo. “Papà mi inculava continuamente,” disse espirando. “Quando cominciò a chiavarti?” Chiesi. “Quando ho compiuto 16 anni ed ecco perché mi manca tanto.”
Ero nel letto col bel giovane fusto che era tra le mie braccia e rispondeva ai miei baci dopo che avevo fottuto il suo eccitante culo.
Come mi sentivo fortunato ad avere un tale giovane fusto a letto con me, qualcuno da inculare e succhiare.
La mia mano carezzò il suo culo liscio mentre lui succhiava il mio capezzolo sinistro finché non fu rigido.
Poi mi pizzicò il mento e mi baciò facendo scivolare amorosamente la sua lingua liscia profondamente nella mia bocca. Sentii il suo cazzo rigido che scivolava su e giù contro i miei addominali mentre saliva su di me.
“Ora voglio incularti!” Mi borbottò in un orecchio.
Ero pronto per il suo 18 centimetri ed ora sapevo che Claudio aveva l’esperienza per fottermi appassionatamente e con intensità.

Mise un cuscino sotto la mia schiena poi afferrò le mie natiche appoggiandole alle sue cosce e si sedette sui talloni.
Infilò due dita nel mio sedere. Io gemetti di piacere quando le contorse profondamente dentro di me.
Sorrise, io alzai la testa a guardare il cazzo che teneva nella sua mano per puntarlo alla mia fessura. Allargandomi le gambe si inginocchiò tra di loro spingendo la testa dell’uccello nel mio retro. Io vibrai in attesa. Poi lui spinse in su le mie gambe ed io rimasi con i talloni sulle sue spalle. Spinse profondamente il cazzo caldo dentro di me. Ansimai quando le sue palle senza peli schiaffeggiarono il mio sedere.
Si fermò per qualche secondo per farmi prendere fiato e poi ruotò le anche. Il suo cazzo mi fotteva con un moto circolare. Nessuno mi aveva mai inculato così. Ero in estasi!
Gridai di piacere puro e semplice mentre lui mi fotteva lentamente, dentro e fuori, dentro e fuori, dentro e fuori chinandosi in avanti ad appoggiare i palmi ai miei pettorali sodi.
I lati dei suoi pollici colpirono leggermente i miei capezzoli eretti. Io ansimavo implorandolo di incularmi più forte e più profondamente.SEGNA

I suoi occhi si apannarono di passione quando io strinsi i muscoli del culo intorno alla base del suo cazzo pulsante. Era un segnale, volevo che mi inculasse più duramente e lui accelerò il ritmo della chiavata. Fissai il mio cazzo finché non sparò due carichi enormi mentre io ne afferravo la base. Alzai il cazzo verso la sua faccia inondandolo con due schizzi e poi altri due finirono sul suo torace.
Lui continuò ad incularmi sorridendo, gli dissi di resistere mentre gli leccavo la faccia per pulirla. “Ora inculami veramente!” implorai.
Claudio cominciò a fottermi come uno stallone ed presto sentii il suo cazzo pulsare prima che il suo sperma caldo fosse sparato dentro di me.
Parliamo di momenti di beatitudine pura e semplice!

Ansimando ci baciammo entusiasticamente prima di sonnecchiare un po’ e dopo gli rivolsi qualche domanda su di lui ed il suo defunto padre. Lui si illuminò e raccontò la sua eccitante storia.

Il mese seguente, dopo esserci incontrati molte volte nel mio appartamento per fare l’amore, gli chiesi se era interessato a vivere con me. “Solo se mi ami. “Io ti amo Matteo, ti amo alla follia” mormorò implorandomi di baciarlo appassionatamente.

“Sai che anch’io ti amo, non è vero?” dissi. “Solo volevo sentirtelo dire!” Lui borbottò togliendomi la camicia. “Ora ho bisogno di fotterti.” disse a bassa voce facendo l’occhiolino. “Il tuo sedere prima deve essere il mio.” Borbottai prendendolo tra le mie braccia dopo avere lanciato le nostre camicie sul pavimento.

Noi ora siamo amanti da un anno e la mamma di Claudio si è trasferita dal suo uomo dopo aver venduto la casa. Claudio ed io andiamo spesso a visitare li. Lui è un uomo eccitante e dolce ma irrimediabilmente etero, ma Claudio ed io stiamo lavorando per fargli cambiare idea!