Giulia e Ibra pt. 2
L’idea che lei fosse una abitudinaria di questa pratica oscena e abominevole e che fosse conosciuta lì al maneggio per questa depravazione mi ha fatto eccitare da matti. Immaginare questi addetti, e il proprietario stesso, riuniti qui ad assistere eccitati guardando una donna mettersi a fare oscenità con un cavallo mi ha fatto indurire il cazzo e ingrossarlo a dismisura. Immaginare che quella donna è mia figlia mi ha fatto girare la testa e ubriacato di voglie depravate.

Mia figlia Giulia è vestita con l’elegante tenuta da cavallerizza: giacca di velluto scura, gilet grigio sopra la camicia bianca, pantaloni grigi aderenti e stivali neri, mentre adesso si è tolta tutto ed è rimasta nuda con solo gli stivali neri e lucidi che le arrivano alle ginocchia e il cappellino nero.

E’ bellissima e oscena la mia bambina (la chiamo sempre così) con la sua pelle bianca e i lunghi capelli neri raccolti in una coda mentre tutta nuda si masturba infilandosi due dita nella fica e sgrillettandosi il clitoride con il pollice.

Giulia ansima ed ha i brividi quando spinge le dita nella sua fichetta e preme con il pollice il bottoncino carnoso, io da dietro vedo le sue spalle bianche e chiazzate di lentiggini sollevarsi e scuotersi per il piacere che sta provando. Si piega in avanti e rantola quando aumenta freneticamente il ritmo con cui si sfrega le dita nella fica, il tutto mentre con l’altra mano smanetta il cazzo-proboscide del cavallo.

Mia figlia ha la bocca spalancata e cerca di farsi entrare il più possibile di questo cazzo lungo e grosso. Quando riesce, quasi slogandosi la mandibola, a farsi entrare la cappellona rosa in bocca vedo che si mette a succhiare decisa e golosa; vedo nello sforzo le sue guance incavarsi e sento il suo ciucciare avida quella enorme cappella del cazzo.

Intanto sono ormai completamente preso dallo spettacolo che mi sta offrendo mia figlia; sta inginocchiata sotto la pancia del cavallo, è completamente nuda e si sta masturbando scopandosi la fica con le dita mentre come una ossessa gli succhia il cazzo.

Io, passata la sorpresa e lo sconcerto, mi sono infilato la mano nei pantaloni e prendo a smanettarmi il cazzo che si è fatto bello duro.

MI SCOPO MIA FIGLIA MENTRE LO SUCCHIA AL CAVALLO!

Giulia è eccitatissima quanto per me l’indicibile oscenità di quella situazione, e mugolando per l’ardore che si provoca scopandosi la fica, si volta verso di me, si sfila di bocca il cazzo del cavallo e mi dice:

“Papà avvicinati che voglio anche il tuo cazzo…

Uhmmm… Lo voglio dentro di me mentre spompino il mio bel cavallo ahahah”.

Io sono come perso in una tranche di lussuria e mi avvicino a mia figlia che si rificca in bocca con uno sforzo la grossa cappellona del cavallo e riprende a ciucciare decisa. Succhia e ogni tanto si rilascia con le labbra che si schiudono ed esce dalla bocca dello sperma bianco e denso, sembra yogurt e invece è la sborra del cavallo e ne esce tanta. Mia figlia, quando ne è piena, ha un conato di vomito e ne butta fuori parecchio che le cola come un fiume che le copre le tette di bianco fino ad arrivarle alla fica e le gocciola tra le cosce, formando un lago di sborra equina sotto di lei.

Mi guardo tutto quello spettacolo e sembra che la mia Giulia pisci tutta quella sborra perché se ne sta accosciata e lo sperma le cola proprio da in mezzo le cosce, formando per terra un lago.

Sono adesso vicino a lei che senza smettere di succhiare la nerchia del cavallo allunga la mano e smanetta anche il mio cazzo.

Mia figlia succhia con intensità quel pezzo di cazzo enorme che è riuscita a mettersi in bocca perché oltre alle guance che si incavano per lo sforzo di succhiare sento lo sciacquio della saliva dentro la bocca. Quel mulinare di saliva a testimoniare con quanta golosità stia ciucciando quel cazzo abnorme mi monta una eccitazione sempre più forte verso la mia porcosissima bambina, e lei lo capisce e mi dice di mettermi dietro di lei.

LO METTO NEL CULO A MIA FIGLIA MENTRE LEI SI FA SCOPARE NELLA FICA DAL CAVALLO!

“Dai papà, ti voglio dietro di me… dai fottimi…”, mi dice sfilandosi il cazzone del cavallo dalla bocca ma tenendoselo appiccicato alle labbra.

“Mmmhhh papi voglio che mi sfondi la fica mentre mi spompino questa meraviglia di cazzo!”

Mia figlia insiste ed io non mi faccio certo pregare, mi metto accosciato dietro di lei, le divarico un po’ le cosce e le infilo il mio cazzo duro come un legno che pulsa dalla voglia di sfondare la sua passera.

La trovo allagata e fradicia, sia per gli umori che sta liberando e sia per la sborra del cavallo che le scende a fiumi dalla bocca e le cola lungo il corpo fino ad inondarle la fichetta aperta.

Appena infilato il cazzo nella figa di mia figlia inizio a pomparla come un disperato. Lei gode come una maiala , geme e ansima mentre la mia mazza la sta sfondando e lei smanetta il cazzo del cavallo che intanto continua a sborrarle nella bocca.

Giulia poi si mette a sgrillettarsi furiosamente il clitoride e mi incita: sì dai papà fottimi ..,fottimi! Dimmi che sono una porca, dimmelo!

Mentre mia figlia continua a ripetere ossessiva queste cose io la afferro per i fianchi, aumento il ritmo e la forza con cui le sbatto il mio cazzo nella fica , poi le afferro le tette che sono fradice della sborra del cavallo e gliele spremo con avidità. Ansimo anche io e lancio un gemito di goduria quando sento arrivare l’orgasmo e le scarico tutto il mio sperma nella sua bella figa bagnatissima.

Mia figlia Giulia è felice di tutta la mia sborra con cui le ho riempito la fica, mi ringrazia e adesso vuole farsi scopare anche dal cavallo. Mi tranquillizza dicendo che non è la prima volta che prova il cazzo di quel cavallo e mi fa vedere come usa fare. Si rimette in piedi e si sposta in un angolo della stalla dove prende una piccola panca.

La vedo camminare nuda con indosso solo gli stivali lunghi neri, ha il petto e le tette completamente imbrattati dalla sborra del cavallo e vedo le sue cosce rigate dal lucido di quella sborra e della mia che le cola fuori dalla fica.

Vederla così oscena mi suscita un moto di eccitazione e una strana felicità perché penso di essere il papà più fortunato del mondo ad avere una figlia tanto depravata quanto e più di lui.

Giulia sistema la piccola panca sotto al cavallo e ci si sdraia sopra, poi con le gambe si avvinghia alla pancia come se ci stesse davvero aggrappata sotto. Ha l’espressione golosa ed entusiasta come la hanno le bambine quando vogliono fare vedere al papà quanto sono brave nel fare qualcosa, e la mia ‘bambina’ è davvero una brava maialona depravata e ne sono fierissimo.

Adesso che è bene sistemata sotto la groppa del cavallo fa la cosa più oscena, afferra a due mani il cazzo a proboscide del cavallo e se lo guida dentro la fica.

Giulia smania e mugola eccitata mentre riesce ad infilarsi nella sua fichetta stretta e tonica quella cappellona enorme. Se la infila dentro e con entrambe le mani fa su e giù godendo della scopata con un’espressione eloquente sulla faccia poi mi chiede ansimando di avvicinarmi.

“Papi dai scopami nel culo, mmmhhh”

Sporge il suo culetto che si trova sotto la lunga coda del cavallo e mi ripete l’invito.

“Papà voglio avere due cazzi dentro insieme… mmm… voglio il tuo nel culo mentre ho nella fica quello del cavallo!”

Mia figlia è decisa e questa immagine mi monta su un’eccitazione pazzesca e così non ci penso troppo e mi metto dietro al cavallo. Ho il cazzo di fuori e i pantaloni a meta cosce, divarico le chiappe di mia figlia e piano piano glielo infilo nel culo e inizio a pomparcelo dentro. Dal cazzo del cavallo esce della sborra che ha imbrattato tutta la fica, le cosce e le chiappe di Giulia ed è servita per lubrificarle il buco del culo, così il mio cazzo le scivola dentro più facilmente. Continuo a stantuffare nel culo di mia figlia e il movimento mi fa cadere i pantaloni ai piedi.

Che scena incredibile! Io in piedi dietro a un cavallo che pare indifferente mentre mia figlia gli sta sotto e si fa scopare contemporaneamente sia dal suo cazzone enorme (nella fica) che dal mio (nel culo)! E’ qualcosa di abominevole e spaventosamente eccitante!

Senza nessun ritegno né vergogna continuo imperterrito a stantuffare il mio cazzo nel culo di Giulia e intanto ho tra le mani il lungo cazzo del cavallo e lo spingo avanti e indietro per far scopare mia figlia che ansima sempre più intensamente e mi incita a fare più forte.

“Dai papi, mmm sì spingi di più! Fammi entrare il più possibile questo cazzo mostruoso nella figa!”

Giulia è in trance per l’eccitazione e anche lei spinge a due mani il cazzo del cavallo per farselo entrare il più possibile. Si lascia prendere dal delirio e dice che vuole restare incinta dal fiume di sborra che il cavallo gli riversa ora nella fica. Il cavallo adesso ha uno s**tto, un sussulto pauroso quando deve venire. Giulia è ormai una esperta cavallerizza e subito lo calma accarezzandogli la pancia e bisbigliandogli di star buono, mentre lui sbuffando si svuota i suoi enormi coglioni nella fica di mia figlia.

Giulia sente l’ondata dirompente e calda dello sperma del cavallo che le investe la figa e si trattiene il cazzo dentro più che può, poi lo sfila ed io l’aiuto ed un getto copioso continua ad uscire da quel cazzo imbrattandole pancia e cosce con una lunga colata.

Il godimento bestiale di mia figlia la porta a liberare una lunga pisciata non appena la sua fica si libera di quel cazzo. Dalla fica slabbrata e arrossata della mia Giulia fuoriesce un lungo e copioso scroscio del suo piscio misto ai suoi umori ed alla sborra vischiosa del cavallo. La pipì di mia figlia zampilla a lungo e lei resta ferma a cosce aperte, sotto la pancia del cavallo.

Giulia rilascia un lungo respiro e sorride soddisfatta mentre si svuota la vescica. Il getto della sua pisciata investe il mio cazzo poi le mie gambe e infine mi bagna i pantaloni che sono afflosciati ai miei piedi. La pipì di mia figlia mi cola dal cazzo che, dopo l’inculata, mi pende esausto tra le cosce e mi sta letteralmente lavando fino ai piedi, entrandomi pure nelle scarpe. E lei se la ride, sta troia se la ride di gusto mentre piscia addosso a suo padre!

“Papà adesso puliscimi con la lingua!” mi dice decisa mentre mi indica la sua giovane fichetta che cola di piscio e sperma di cavallo. Io ormai non ho più freni inibitori e desidero assecondare le voglie e le trovate più porche e oscene di questa ragazza.

Mentre Giulia resta distesa di schiena sulla panca, e sotto la pancia del cavallo, io mi chino e le lecco per bene tutta la bernarda, assaporando così i suoi umori e il suo piscio e la sborra dell’equino.

Mi tiro su soddisfatto e con la bocca oscenamente piena e anche mia figlia si alza e raccoglie i suoi abiti da cavallerizza. Sono sporchi di paglia e di terra e lei se li aggiusta alla bell’e meglio con delle pacche e si riveste poi va davanti al cavallo e lo saluta con un bel sorriso e e dicendogli paroline dolci. Poi avvicina le sue labbra, che sporgono per baciare, a quelle del cavallo. Giulia tira fuori la lingua e lecca il muso del cavallo. Io, nonostante l’esperienza appena vissuta, continuo a sorprendermi di quel che vedo: il cavallo tira fuori una lingua enorme e spessa e si lascia leccare da mia figlia che slingua golosa nella bocca dell’equino!

Mia figlia mi vede basito e divertito e mi dice soddisfatta:

“Papà, io al mio cavallone lo saluto sempre così. Non lascio il maneggio se prima non limono col mio cavallo!”

Io poi mi tiro su i pantaloni che sono intrisi del piscio di mia figlia e della sborra del cavallo.

Si è fatto quasi buio quindi posso camminare fino alla macchina senza che mi vedano con i pantaloni completamente bagnati. Durante il tragitto il piscio e la sborra iniziano ad asciugare e così la puzza si fa più pungente e questo eccita mia figlia che solleva la gamba, mette il piede sul cruscotto e si masturba mugolando come una cagna in calore mentre guido.

Ho il cazzo di nuovo duro ma mi dico che avere scopato mia figlia nella figa e poi averla inculata, mentre lei faceva sesso con un cavallo, può bastare come oscenità, per quel giorno.

Arrivati a casa mia moglie ci aspetta con la cena apparecchiata e mi tocca prendermi il suo cazziatone quando vede i miei pantaloni ridotti ad un cencio bagnato e puzzolente. Le dico che sono goffamente caduto di culo su una pozzanghera di piscio di cavallo e per tutta la serata questa stronza puttanella di mia figlia si diverte a prendermi in giro, davanti alla madre, ridendomi in faccia.

Fine