Avventure di uno qualsiasi – La piscina della cort
Era in accappatoio, il suo solito. Aveva dei tacchi a spillo, neri. L’accappatoio aperto sul davanti, non completamente, solo per metà la cintura che lo teneva era mezza mollata. Si era appoggiata allo stipite della porta lasciando il braccio destra dietro, così facendo l’accappatoio si era mezzo aperto. Io mi alzai sulle braccia, alzando solo il busto. Il mio cazzo era appoggiato dalla parte di sinistra e lo aveva subito guardato e sorriso. Io la guardavo dai piedi e la risalivo piano, piano, gustandomi lo spettacolo. Quando arrivai sull’inguine vidi che si era depilata, era tutta liscia senza nemmeno un pelo. Lei aveva in viso un malizioso sorriso, ed io sorrisi anch’io. Ancora il cazzo non si era svegliato era sempre appoggiato a me.
Fece un passo avanti, e si portò le mani alle spalle, allargò l’accappatoio e lo fece cadere a terra.Altri passi fino ad arrivare al mio letto dove ero ancora disteso a guardarla. Alzò una gamba e appoggiò il ginocchio sul materasso, chinandosi, lo spettacolo era fantastico, ora vedevo le tette che si protraevano verso terra, ma erano ancora talmente sode che si spostarono di pochissimo ma ballonzolavano in mille movimenti, i capezzoli più si avvicinava a me, più diventavano duri e sporgevano. Fece un altro passo sul letto a gattoni, mi abbassai e lei si sdraiò su di me.
Io vidi l’ora sull’orologio della camera erano le sedici e tredici minuti. Era rincasata dal lavoro prima, difatti, esordì con: ” Ti sei già fatto succhiare il cazzo dalla Vale o ti ha mandato in bianco?” ” Come fai a sapere della Vale?” ” Lo so e basta, mica posso farti scoprire le mie fonti” ” Non è potuta venire, ha detto che non poteva, poi è rincasata anche quella scocciatrice di Evelina, penso a breve arriveranno anche i nonni.” “Si so di Evelina, lo sapevo, i nonni rientrano lunedì, te ne freghi talmente tanto che hai scordato che sono andati in vacanze sulle dolomiti” “C’è solo Evelina di mezzo, se ne va a casa sua?” “No lei resta e anche Luis” “Chi è Luis?” “Uno degli operai, quello che ti diceva sempre di tifare Inter.” “A si quel coglione, grazie per avermelo fatto ricordare” “Quel coglione, fà si che Evelina non ti rompa le palle, se la scopa per tutta la settimana, usciranno dalla dependance domenica, vedrai, fan sempre così” “Evelina scopa? ma non è sposata, e dice di essere fedele e odiare i libertini del sesso”
“Evelina è una gran cagna, che per mantenere il lavoro dice questo in giro, ma lei fa cose che non ti dico” “Dai sentiamo, son curioso” “Anzi tutto tu pensi sia un cesso, ma se si toglie quei vestiti e si trucca fa rizzare anche il tuo cazzo da giovincello. Poi un giorno, è andata nel club priveè, era con un amica e un amico, l’amico una volta dentro si è messo a parlare con una coppia e loro due sono state avvicinate da alcuni uomini. Alla fine, l’amica e la cara Evelina erano in una camera in cui erano loro due e sei uomini. Avevano tutti buchi occupati, e dagli oblò ci saranno stati altri quattro o cinque che guardavano e si segavano. Alla fine si fatte sborrare dai tre uomini e anche dai guardoni. Erano piene di sborra, sulle tette, sul ventre, fra i capelli, la sborra degli uomini colava si mescolava, Evelina se la rideva. Con una classe da puttana esperta poi si è messa a baciare l’amica e per ringraziarla della serata a cominciato a leccargliela, a farla godere. Uno dei guardoni le vide, Evelina se ne accorso e gli fece cenno di entrare. Questo aveva un cazzo largo come un lattina di coca cola. Glielo ha succhiato e poi si faceva sbattere prima la fica e poi il culo. Dentro e fuori a ogni colpo. Poi fece il cambio e disse all’amica di prendere il suo posto. Così ha iniziato a farsela leccare mentre lo sconosciuto si scopava e inculava l’amica, alla fine stava per sborrare. Evelina gli ha preso le palle e strette, mentre l’amica lo spompinava, quando la cappella ormai gli faceva male Evelina rilasciò le palle e si mise affianco all’amica e si prese una sborrata con un getto tale che quando gli schizzi impattavano sui loro visi creavano altri schizzi. Quando aveva finito lei glielo leccò e leccò anche la sborra dal viso dell’amica. che era stata presa da più schizzi. Poi diede un bacio allo straniero, mettendogli in bocca la propria sborra, e lo mandò fuori con un calcio in culo.” “Che storia, ma è vera? E tu come fai a sapere così tanti particolari?” Sorrise ed alzò il sopracciglio. L’amica era lei, lo avevo capito dal suo silenzioso sorriso.
“Bene, ora che facciamo?” fece appena in tempo a dire queste parole che qualcuno bussò alla porta. Lei si girò e disse arrivo subito. Uscì dalla camera nuda, coi soli tacchi a spillo. Sentivo le voci dal piano di sotto che si diceva:” che vuoi?” e la voce di Evelina rispose “Non ho preservativi, quel coglione non li ha portati” “Aspetta, entra, seguimi” Non me ne resi conto, ma in una paio di secondi erano in camera da me. ” Ciao Inciu” e un sorriso da parte di Evelina guardando il mio cazzo, ancora rilassato e steso su di me. Ebbi un attimo di imbarazzo, ma poi vidi che la signora era praticamente nuda, un perizoma che non copriva la peluria che usciva. La zietta si girò verso di me e mi chiese se potevo dare dei preservativi a Evelina. Risposi di si, quindi Evelina si chino verso il mio armadio, aveva il battiscopa allentato e là sotto mettevo le cose che non volevo far trovare a zia e nonna, ma lei invece sapeva. Guardai il culo e aveva un tatuaggio sopra le cosce, lo fissai. Ne prese un po poi si girò e mi disse: “Appena vado al centro commerciale, nelal farmacia fuori te li prendo” “Si, ok, nessun problema” “Grazie, per i preservativi e per fissarmi le tette” rise, si avvicino a me come per darmi un bacio, ma invece si abbassò molto e mi diede un bel bacio con pressione sul cazzo. “Hey puttana! lascia stare quel cazzo!” mia zia “Scusa, ma sembra ben disposto e quando si ingrossa deve fare godere, pasturavo come coi pesci quando devi prenderli” “Ah che troietta!” Poi risero e si abbracciarono, si baciarono sulla guancia ridendo e andarono via. Risalì solo la zietta. “Come ti dicevo, Evelina è più porca di quello che pensi, ha già adocchiato il tuo cazzo, vedrai che ora cercherò di farsi notare, la conosco bene. Senti c’è caldo, andiamo in piscina, tanto hai già visto che non ti romperà.” “Ok,scendiamo”
La piscina era al centro della corte, era accogliente e rilassante. Scesi dal letto e presi in mano le mutande. “Ti metti le mutande con me nuda?” “Hai ragione!” gli misi una mano sul culo e gli dissi che potevamo andare. Il cazzo mentre facevo le scale mi sbatteva a destra e sinistra, la visione del culo di lei poi me lo faceva diventare duro. Non arrivai alla piscina che già avevo una mezza erezione, lei si voltò ed esclamo:” Vedo che non solo le mie tette ti fanno eccitare, ora dovrebbe vedertelo Evelina” Allungai la mano destra sul suo culo e strinsi con forza, con la mano sinistra la appoggia sulla coscia destra sua e poi scivolai verso la fica. Quella sensazione di pelle liscia, vellutata, era fantastica, con un dito arrivai alle labbra. Non mi fermava, allora la toccai tutta seguendo le linee delle labbra, poi piano inserii un dito, era già umida, calda, vogliosa. Le allungò una mano, e cominciò dolcemente a massaggiarmi la cappella e il fusto del cazzo, faceva uscire la cappella con una dolcezza tale che neanche me ne accorgevo. Ed ecco che si abbassò, fece uscire la lingua e con molta dolcezza mi lavorava le labbra della cappella, che provocavano su di me dei brividi che quasi non sentivo più il caldo, ma iniziavo a sudare. Poi si dedicò al resto della cappella, fino ad arrivare alla fine di essa e con la lingua seguire le linee e mettendola in bocca e iniziando il su e giù dolce, lento. Io sentivo che il cazzo si stava irrigidendo e la cappella si gonfiava nella sua bocca, poi si fermò e tenendolo ancora in bocca cominciò a farla scorrere nella bocca fino a scendere in gola. La guardai ancora e il suo viso era rosso acceso, non si staccava, anzi ora faceva piccoli movimenti, sentivo ancora una volta la sua faccia sul mio ventre, e sentii il cazzo irrigidirsi allo spasmo.
Se tolse con un colpo secco di collo, la saliva della bocca uscì che quasi sembrava sborra, si andò a calare fra le tette, un rigagnolo scendeva dal mento e uno dalla punta del cazzo. Senza nemmeno pulirsi si alzò, mi prese per il cazzo e mi disse:” Ora sei pronto per la tua prima vera scopata. Vedrai che godrai come un porco, altro che quella tua amichetta Isabella. Stasera ti farai gli impacchi di ghiaccio.” “O sarai tu a metterti del ghiaccio sulla fica” Sul suo viso, c’era la scritta sfida accettata.
Mi portò sul materassino suo, quello che usava in piscina per prendere il sole. Si distese, ed io rimasi in piedi, lei era tutta distesa a gambe chiuse, io mi inginocchiai, con lei in mezzo, con la gamba destra la alzò fino a toccare le mie palle col ginocchio, poi continuò strisciando la sua gamba fino ad arrivare al piede, toccando prima le palle e poi salendo fino al cazzo eretto e premendolo verso il mio ventre, ed io spingevo verso di lei, poi col piede salì verso l’alto fino ad avere la gamba stesa e appoggiata sulla mia spalla. Fece la stessa cosa anche con la gamba sinistra, poi cominciò ad allargare le gambe, piano fino a trovarsi con le gambe aperte e mostrandomi la fica, pronta per essere penetrata. “E’ il tuo turno ora, vediamo se ho ragione a pensare che la tua cappella è una spacca fica.”
Mi abbassai fino a toccare la fica, la guardai in faccia, ma non la penetrai, comincia a fare la stessa cosa che avevo fatto col dito, seguivo la linea delle sue labbra, la guardavo,e d apprezzava, aveva chiuso gli occhi, poi mi fermai in centro per un secondo. Fu solo un secondo, ero in centro della fica, la mia cappella era coperta ancora. Diedi un colpo secco, ed entrai. Sentivo la carne della sua fica che si apriva, i muscoli si irrigidivano, lei dal viso rilassato con occhi chiusi cambiò tutto d’un tratto. Spalancò gli occhi, aprì la bocca ed emise un gemito chi sorpresa, dolore e goduria, la sua faccia diventò un pò più rossa, una vena sul suo collo si mise in evidenza. La fica bagnata mi aiutò a scivolare fino in fondo, arriva a dargli un colpo col linguine sul suo bacino, che quasi sembrò uno schiaffo.
“Allora sei uno spacca fica di tuo, cazzo che bello, fallo ancora” Uscì in un colpo solo, e poi ancora, questa volta si inarcò anche un pò. Lo ripetei una paio di volte, poi comincia a scoparla come si meritava. Non vedevo più la persona che avevo visto prima, sia quella normale che anche quella in bagno,ora vedevo una donna che dipendeva da me, dovevo farla godere per farla stare bene ed arrivare io stesso a godere al massimo. Il mio cazzo nella fica continua a fare il suo lavoro senza problemi, lei ormai era rossa in viso, stava già avendo un orgasmo, ed ora non si tratteneva più e godeva a piena voce, la vena sul collo era ormai grossa quanto una delle mie sul cazzo. Io cominciavo a sudare e vedevo che alcune gocce gli cadevano sul collo, non se ne curava, stava godendo come un gran porca. Mi guardai attorno, e sopra i cespugli laterali vedevo che Evelina stava guardando, ed era a pecora con Luis che la prendeva dal dietro, e mi fece un cenno di ok con le mani. Continuavo a scoparla, sentivo che la fica si bagnava ancora, stava avendo un altro orgasmo, questa volta pure le gambe che mi teneva strette sui fianchi diventarono dure, le allargava e irrigidiva, ora non mi toccavano, poi emise un urlo profondo e diminuì la tensione. Io la guardai, lei mi guardava mente gli ero dentro, con i colpi belli possenti che sferravo si muoveva molto, oramai era sudata pure lei, ma era fresca, la sua pelle era fresca, appena umida. Guardai le sue tette, coi colpi sballonzolavano in maniera incredibile e dentro di me crebbe l’eccitazione ed aumentai il ritmo, sbattendo con maggior forza sul bacino di lei. ormai sentivo l’umido provenire dalla sua fica su di me, i capezzoli erano durissimi. Ne presi uno in bocca e lo strinsi forte fra le labbra, i lamenti del piacere della zietta aumentarono. Mi abbassai, fino a premere col mio corpo su di lei, gli misi un braccio che passava da sotto il braccio fino a tenere la testa con la mano destra e con la sinistra tenevo stretto il suo seno destro. Cominciavo a fremere, e sentivo che qualcosa stava solleticando nelle mie palle, il cazzo era sempre più duro dentro di lei, quando affondavo i colpi le mie palle, ormai fradice degli umori di lei, rimanevano quasi ferme, stavano per raggiungere il limite, erano piene. Sentivo che stava per avere un altro orgasmo, con le braccia prima si teneva stretta al materassino visto la forza con cui affondavo, ora che io la tenevo stretta, lo lasciò e mi mise la mani sulle cosce, affondando con le sue unghie rosse, appena colorate per l’occasione. Cominicavo a gemere pure io, sentivo che stava risalendo per il tronco del cazzo, ora godevo, godevo nella sua fica, ero dentro.
Ed esplosi, con dei profondi gemiti, che seguivano dei colpi, i più forti che avessi mai dato. Poi mi venne uno schizzo da dare un colpo e rimanere fermo, e urlavo a denti stretti sputando fuori ance un pò di saliva, stessa cosa anche per lei. IN viso ormai era rossa incandescente, molto più di quando si mise il cazzo in gola, mollò le mie cosce e mi prese la testa, baciandomi, ma io ancora spingevo nella sua fica, stavo venendo ancora, sentivo tutto quella sborra uscire e la mia cappella scivolava. Ogni colpo sentivo umidiccio alla base del cazzo e sulle palle, poi sentii un rigagnolo, era la sborra di qualche schizzo che usciva, non ce ne stava più pensai.
Poi comincia a diminuire i colpi, ma ne davo ancora, non stavamo più gemendo, ma quei colpi che arrivavano erano secchi e sentivo che partivano dallo stomaco, dalle palle e si scaricavano sul cazzo, e lui si scaricava dentro lei, e lei godeva,gli piaceva, amava tutto questo, viveva per tutto questo.
Avevo finito, rimasi un secondo su lei con le braccia dritte, aveva gli occhi socchiusi, il viso si stava scolorendo tornando al suo colore naturale, la vena sul collo si era molto sgonfiata. Mi guardò in faccia e aveva gli occhi lucidi, il fiatone, fronte sudata e anche il mio di sudore addosso, sul viso, sul collo, fra le tette e sul ventre. Le sue mani con addosso il mio sudore. mi stringeva ancora con le gambe, ma ora le muoveva quasi come per accarezzarmi, e cominciò pure a farlo con le mani, su e giù per la schiena. Il cazzo era ancora dentro di lei, meno rigido, ma ancora duro. Premetti ancora fino in fondo, lei emise un gemito, poi venni fuori. come fui fuori, la cappella era rossa accesa e con lo strusciare dell’uscita un piccolo fiotto di sborro venne fuori e cadde sul suo ventre. La guardai, la sua fica era molto più rossa della mia cappella, un fiotto di sborra era uscito come avevo sentito, aveva seguito la linea delle cosce ed era andato a posarsi sul lettino, dove comunque vi era una piccola pozza delle sue venute.
“Allora chi ha vinto il primo round?” “Lo ammetto, caro, hai vinto tu. Sei proprio uno spacca fica, e quella tua amica Isabella ti sta insegnando bene a scopare, lascia stare Vale e scopati l’altra,oltre a me.”
Mi misi a ridere, poi le allungò le braccia per alzarsi, le presi le mani e tirai verso di me, tirai fino a sentire le sue tette contro di me, poi la abbraccia e gli leccai il collo, facendogli in seguito un succhiotto, il che a lei piaceva e gemette un attimo. “Che bastardo! MI hai fatto un succhiotto, mi hai marchiata? E la tua ragazza?” “Ultimamente è strana, nel ultima settimana mi ha fatto si quel pompino, ma poi scappa, non si fa vedere.” “E’ pazza come la madre, ti spiegherò. Adesso vieni che ci buttiamo in piscina, io mi devo lavare la fica.” ” In piscina? ma no dai, andiamo in doccia” “Ma no, farei il rigagnolo per terra, anzi spingimi dentro col materassino”
MI alzai in piedi, lei guardò contenta il mio uccello, io mi avvicinai e glielo sbattei in faccia, lei”Strunz”. Entrai in acqua e il materassino che era a pochi centimetri sul bordo piscina lo trascinai, non fu facile con su lei ma c’è la feci, anche se il piccolo salto dal bordo alla piscina la fece cadere in acqua. Nel frattempo sentimmo Evelina urlare, dal piacere, e anche Luis, aveva finito anche loro. Ci guardammo e ridemmo, Evelina sentirla godere era buffo visto, il generale che voleva far trasparire non assomigliava molto a quei lamenti goderecci. Dopo poco, mentre io e lei eravamo abbracciati dentro la piscina sentimmo qualcuno buttarsi in acqua, era Evelina che era venuta a ristorarsi. Affianco a noi.
“Mentre mi scopava ho visto una bella cavalcata, sentivo anche dei bei lamenti, sempre troia tu?” ” Sai com’è, sembra un normale cazzo, ma quando entra piace.” E risero, mentre Luis ci salutava. Non sarebbe rimasto tutta la settimana,aveva da fare.
“Ma tu con che cazzo scopi questa settimana di libertà, non rispondere il suo, non è disponibile?” “Tranquilla, ho gia un nuovo cazzo da far divertire”
La zietta uscì, ci salutò e disse che arrivava fra poco, andava a farsi una idromassaggio, sarebbe tornata di li a una mezz’ora.
Appena fuori dalla nostra visione, Evelina ancora in acqua allungò una mano, e cominciò a segarmi. Io la lasciai fare, anche se il cazzo aveva bisogno di relax, difatti: “Te la sei scopata per bene, ma ha ragione, non è male il tuo cazzo. Chissà, magari ci divertiamo più avanti” “Chissà, Evelina, chissà.” “scopati la Vale, che quella sembra una santa, ma sotto sotto è porca come la madre” Poi se ne andò in casa pure lei e io rimasi lì in piscina, mi misi sul materassino a guardare il cielo, a pensare a la Vale, a Isa la mia amica con cui scopavo fino al primo maggio, pensavo a quella scopata magnifica, e ad una settimana che non capivo cosa potesse aspettarmi.