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Tommy sulle Dolomiti – Capitolo 4
Capitolo 4

La colazione era un affare curioso. C’erano circa 50 ragazzi figli dei dottori che partecipavano alla convenzione, di età completamente diversa, da 6 o 7 anni fino ai 18. La maggior parte erano più giovani, dell’età di Tommy e Lorenzo c’erano solo loro e trovarono subito argomenti in comune.
La colazione finì presto ed i più giovani andarono via col personale addetto, i pochi adolescenti andarono soprattutto a pattinare o a sciare ed i due ragazzi furono lasciati in pace.
“Bene, cosa vorresti fare ora?” Chiese Lorenzo dato che Tommy sembrava a suo agio nell’ambiente dell’albergo.
“Direi che potremmo esplorare per vedere quello che c’è da fare. Suppongo che ci siano molte installazioni sportive o roba del genere qui.” Si alzò e spinse la sedia sotto il tavolo. Un pezzo di torta gli era caduto in grembo durante la colazione ed era appiccicato alla patta all’altezza dell’uccello.
“Ehi, hai qualche cosa addosso!” Disse Lorenzo e con la mano spazzolò via il pezzo di torta; facendolo spinse leggermente sulla protuberanza del pene di Tommy non completamente molle, regalando ai ragazzi un po’ di imbarazzo ma anche di entusiasmo.
“Grazie” Disse Tommy distogliendo lo sguardo. Il suo pene si stava gonfiando.
“Ehi, andiamo a guardare in giro!” Disse Lorenzo e cominciò ad allontanarsi senza guardare la protuberanza che cresceva nell’inguine dell’altro.

I due ragazzi vagarono per l’ora seguente per il gigantesco albergo. Trovarono tavoli da ping-pong, campi di basket, una piscina, tavoli da bigliardo, stanze per il gioco delle carte, campi di tennis e squash. Alla fine arrivarono alla spa.
“Cos’è questo?” Chiese Tommy mentre vagavano per la spa, guardando il vapore, le aree di sauna e d’allenamento e le attrezzature da palestra.
“Non so, credo sia per gli ospiti.”
“Bene, noi non siamo ospiti?” Commentò Tommy sia per se che per l’altro ragazzo. “Quindi è anche per noi!”
“Wow, amo l’idromassaggio! E’ veramente eccitante!”
“Non so”, disse Tommy. “Non ho mai provato.”
“Cosa! Mai? Allora dobbiamo provare.”
“Ma io non ho il costume da bagno”, disse Tommy.
“Non ne hai bisogno, io ho un idromassaggio a casa e lo faccio sempre nudo.” Lorenzo non aveva mai visto un altro ragazzo nudo e decise che quello era il momento. Non era timido, solo non aveva mai provato.
“Cosa facciamo, ci spogliamo qui?” Chiese Lorenzo guardandosi intorno.
I ragazzi videro gli armadietti nello spogliatoio e la pila di asciugamani sulla panca vicino agli armadietti. Era chiaro il loro uso. Si avvicinarono, scelsero due armadietti vicini, presero gli asciugamani e cominciarono a spogliarsi.
Un paio di minuti ed erano nudi con gli asciugamani intorno alla vita. Scesero i gradini della piscina di acqua calda. Era presto, tutti i partecipanti alla conferenza era ai seminari e conferenze, erano soli nella spa.

Tommy fu il primo a lasciare cadere il suo asciugamano ed appenderlo al gancio vicino alla piscina. Era abituato a fare la doccia con gli altri ragazzi al campeggio ed anche a fare il bagno nudi, così quello non era nuovo per lui. Ma il suo cazzo era semi duro. Era eccitato ad essere vicino a quel ragazzo, sapeva di aver sentito Lorenzo gridare nell’orgasmo quella mattina, sapeva che l’altro ragazzo si era masturbato.
Anche Lorenzo lasciò cadere il suo asciugamano ed il suo cazzo era allo stesso grado di durezza. Anche questa volta erano perfettamente sincronizzati.
Entrarono affiancati nell’acqua calda dell’idromassaggio e si sedettero sulla panca che correva tutt’intorno a livello d’acqua con getti di acqua calda.
“Penso che sia molto figo.” Lorenzo guardò l’altro ragazzo: “A casa, quando sono da solo, qualche volta l’acqua mi eccita veramente e le bolle, sai…. “ Non finì la frase ma Tommy poteva vedere attraverso l’acqua chiara che il pene di Lorenzo non era più solo semi duro, ed anche il suo. Lorenzo si voltò e l’acqua ribollente giocò col suo inguine, l’azione di massaggio carezzò la sua intimità. Tommy si preoccupò.
“Ehi, questo non è un posto molto privato. Qualcuno potrebbe entrare in qualsiasi momento.”
“Vuoi salire nella mia stanza? “ Gli chiese Lorenzo. “Mia mamma non tornerà prima di cena.”
“Sei sicuro che sia bene?” Tommy voleva andare. Era strano. Aveva incontrato quel ragazzo meno di due ore prima, ma sapeva, in qualche modo, che i giorni della fantasia erano finiti. Quel giorno avrebbe veramente assaggiato della crema fresca.
“È più che ok! “ Rispose Lorenzo: “È una figata!”
Lorenzo si alzò dall’acqua, il suo cazzo duro puntava fuori dal suo corpo. Anche se non era mai stato prima di allora nudo di fronte ad un altro ragazzo, o forse perché non era mai stato prima nudo con un altro ragazzo, lui era completamente rilassato con Tommy. Lorenzo era un essere sensuale, concentrato sul piacere del suo corpo, l’imbarazzo non era importante per lui ora. Il fatto che lui volesse eiaculare con Tommy, in modi nuovi di cui aveva solo letto, era l’unica cosa nella sua mente.

Lorenzo prese l’asciugamano dal gancio sul muro e l’avvolse intorno al suo uccello nascondendo la sua durezza nel caso entrasse qualcuno. Andò agli armadietti senza guardare indietro, si asciugò e si vestì.
Per prima cosa si mise la t-shirt non potendo chiudere i jeans a causa dell’erezione e, quando Tommy lo raggiunse per vestirsi, finalmente si calmò abbastanza per riuscire a mettersi i pantaloni e, dopo essersi messo le sneakers ritornò nella hall.
“Andiamo” Disse a Tommy e lo precedette all’ascensore. Per qualche ragione il ragazzo non riusciva a togliere gli occhi dal culo rotondo di Lorenzo che stirava la stoffa dei jeans ed alzava le tasche intorno alle protuberanze.

I ragazzi erano fortunati, l’ascensore era vuoto e loro arrivarono al loro piano senza che qualcuno vedesse la posa strana che dovevano tenere per camminare per l’erezione. Lorenzo tirò fuori la chiave della stanza dai jeans che ora erano più stretti ed aprì la porta. La cameriera aveva già fatto la stanza, lui mise fuori il segnale “Non disturbare”, chiuse la porta a chiave e mise la catena.
Ce l’avevano così duro che era difficile per loro stare diritti.
“Ehi, ti sei fatto una sega e hai gridato nella doccia questa mattina, poco prima che ti incontrassi nel corridoio?”
“Sì, e tu?” Rispose Tommy.
“Sì, l’ho fatto. Mi sembrava di averti sentito. Ragazzo, hai gridato precisamente quando io sono venuto, lo sai? È veramente strano.”

I due ragazzi erano di nuovo nudi ed i loro cazzi erano duri e tesi fuori dai loro corpi.
“Non l’hai mai fatto con un altro?” Chiese Lorenzo senza sapere che Tommy era più esperto.
“Sì, al campeggio, e tu?”
“No, ragazzo, non ho mai visto un altro ragazzo nudo, sempre da solo. Io vivo solo con mia mamma e lei è veramente pudica.”
Lorenzo si avvicinò a Tommy e la sua cappella toccò quella dell’altro ragazzo.
“Io mi masturbo da solo ma conosco molti e molti modi. Ho letto molto sui libri di mia madre.”
Prese in mano il suo uccello e cominciò a strofinarlo facendo in modo che la punta strofinasse contro la verga gonfia di Tommy.